Nulla

Fare il badante durante le mie ferie.

Aspettare letteralmente un anno per riposarsi e ritrovarsi a far il badante 24h a lui, senza riuscire a far nulla. Neanche riesco a scrivere, ho perso anche solo quel minimo di ispirazione che potevo avere dovendo fare il master di una campagna live… il nulla.

Non ho neanche rabbia, nulla. Mi sento privato di energia vitale.

Chiudere gli occhi ogni tanto, mentre le notti passano in bianco per controllarlo, respirare cercando di non crollare. Rimettere assieme i pezzi dicendomi “resisti, resisti ancora…” mentre aspetto che la casa di cura ci chiami.

Mi è venuta varie volte la voglia di chiamarla (lei, k.), devo esser sincero con me stesso. Ma come potevo chiamarla se poi sarebbe stato un “si, ma non posso parlare perché ho questo coso davanti a me fisso che mi ascolta?”

Chiamarla per dirle cosa poi? Si…dirle che voglio rompere quelle promessa, che voglio sentirla, che voglio stare con lei. Che ho bisogno di lei.

Si…per sentirmi dire nuovamente che ora ci sta un altro, che ora preferisce un altro…ufff…e nonostante sappia che sia così perché la vorrei chiamare lo stesso?

Non lo so…ma lo voglio.

Lo voglio e non posso finché non potrò avere anche solo un metro cubo e 30 minuti di pace…per poi scapicollarmi per avere quelle condizioni e ritrovarmi a chiamarla a vuoto perché tanto non mi risponderà, di nuovo.

Chiamarla una volta, due volte, tre volte… ancora…ed ancora…tentare cercando di crederci, trattenendo là lacrime perché metti caso risponda…continuare fino a che il tempo passerà e la notte avvolgerà nuovamente tutto.

Un terrazzo.

Una strana sensazione sto vivendo.

Non ho mai realmente vissuto questa casa come mia effettiva residenza. Quando i miei sono venuti qua io già vivevo in autonomia e poi, dopo un anno, ho deciso di partire lontano da questa città cercando fortuna ed opportunità altrove.

Tutto di queste mura mi è in qualche modo alieno e legato a ricordi spiacevoli.

Tutto tranne quel balcone.

Ora sono qui, intento a smontare questa abitazione, togliendo oggetti non miei in una casa che porta però i segni della mia opera.

Tanti ricordi, tanta malinconia di certi momenti e certe situazioni.

Tante speranze hanno trovato dimora in quel pavimento di cotto, tante notti stellate hanno fatto da tetto a quelle parole.

Da una parte vorrei solo fermarmi e piangere, respirare per un ultima volta quelle emozioni e poterle vivere, nuovamente. Mi è concesso?

Forse no, forse sono io ad esser inutilmente legato ad un qualcosa che dovrebbe esser relegato solo unicamente ad un passato. Sto chiudendo questa casa, sto chiudendo forse quella parte della mia vita?

In verità no. In fin dei conti è solo un terrazzo questo, sono solo semplici mura senza un animo.

Quello che conta sono i ricordi e cosa suscitano in noi. Non importa il luogo, importa quello che si ha dentro.

Anche se fa male.

Domande senza risposta

Ritrovarmi a controllare whatsapp giornalmente. Cercare, invano, quel suo profilo.

Si, sono ancora bloccato.

Parlarne con amici, parlarne con amiche mentre si è fuori sul lungomare, mentre la notte avanza è quella stessa luna mi illumina a malapena. Chiedere consigli sul come non doverci ancora soffrire, sul come togliersi questo peso, questo senso di malinconia perenne, quella mancanza che non riesco a sanare.

Vorrei non esser così, da una parte vorrei esser come tanti altri che prendono e dimenticano le persone, dimenticano il peso di certe parole e certe dichiarazioni.

Vorrei ma non vorrei al tempo stesso. Ho detto che l’amavo e tuttora è così, non mi nascondo dietro un silenzio e, se non mi è concesso parlarne a lei direttamente, userò questo supporto ancora ed ancora.

Un gesto, il mio, senza uno scopo coerente se non quello di esternare un qualcosa che da altre parti non trova sfogo. Avrei tante altre cose di cui parlare, tanti altri problemi in apparenza ben più gravi che mi affliggono e mi dovrebbero preoccupare…

…ma la mia mente, si sa, da priorità in base non alla logicità ma ai sentimenti, una cosa che non posso effettivamente controllare.

Mi manca e mi mancherà, probabilmente per sempre ma non riesco a darmi vinto. Perché ancora ci spero? Perché ancora guardo i messaggi sperando di trovarne uno suo? Perché rifiuto le persone per lei che ha scelto altri?

…perché non mi cerca…

Non esisto a priori.

Dover osservare continuamente il volontario declino di una persona, doverne vivere le scelte e le ripercussioni del suo egoismo intrinseco.

Non è rabbia la mia, è delusione. Profonda delusione.

Neanche ho le energie per alterarmi, arrabbiarmi mentre volontariamente cerca ancora ed ancora di sottrarmi la vita ed il mio futuro. Mentre usa ogni modo per imporsi forzatamente arrendendosi, aspettandosi che ogni cosa sia sanata da me.

Ho i miei problemi. Ho la mia vita. Ho i miei dannati pensieri.

Posso ed anzi, aiuterei una persona che si trova in sincera difficoltà, non una persona che le difficoltà da sempre ha deciso di crearsele.

Ho faticato molto mentalmente per uscire da quella situazione, per ricacciare ed affrontare certe ferite che tanto in profondità e da anni mi tormentavano.

Non intendo darti ancora quello che tu pretendi.

Non sono tuo.

Sarei di un’altra persona al massimo, anche se non mi vuole, ma di certo non tuo.

Consapevole

La consapevolezza di esser distrutto dietro una normale apparenza.

Sanguino da ogni parte, sento il petto fremere alla ricerca di aria mentre con le ultime forze celo tutto questo, quanto ogni singolo fatto mi stia dilaniando internamente.

Respiro, lentamente, cercando di non farmi trascinare nuovamente in un baratro senza fine.

Non posso appoggiarmi a nessuno ne voglio cercar conforto in altre persone, devo trovare in me la forza di affrontare anche questa nuova cosa.

Non posso aspettarmi che qualcuno faccia, di sua spontanea idea, un passo verso di me, reale e sincero.

Sono solo circondato da fantasmi, devo stringere i denti come sempre nella mia vita e guardare avanti, anche se gli occhi sono ancora appannati da fresche lacrime.

“Drive safe”

Parlare ad un soffitto vuoto.

Voltarsi verso un fianco spoglio.

Chiuder gli occhi ed abbandonare l’ultimo sospiro, sperando che quel sonno non sia come l’ultimo.

Nulla sarà più come prima, nulla potrà cambiar questa situazione.

Mi è stato detto che sbaglio, che non posso aspettarmi da altre persone quello che farei io. Aspettarsi una coerenza, un coraggio, una sincerità a costo di esporsi e di rischiare.

Forse è vero, tante persone non lo farebbero ed in questi anni ne ho avuto l’assoluta riprova.

“Non puoi aspettarti che qualcuno sostenga il tuo sguardo ed anzi, lo ricambi senza travisare, senza considerare la tua semplice volontà di capire come un gesto aggressivo, come una volontà di violare quel loro muro interiore. Non tutti sono pronti a questo e tanti non lo saranno mai”

Vero, verissimo. Ma perché devo vivere con qualcuno incapace di alzar lo sguardo, perché devo esser sempre io quello pronto ad esporsi, a mostrarsi, a palesare sia le proprie emozioni sia quelle dell’altro.

Perché il mio voler affrontar le cose non è una cosa da incentivare, ma anzi, da evitare e criticare?

Quando il mondo è diventato così tanto falso?

Vedo continuamente persone che prima non facevano altro che insultarsi, mettersi le corna e tradire la fiducia dell’altro ora andar d’accordo semplicemente perché si sentono sole, unirsi in una apparenza disgustosa pur di apparire.

Io non voglio questo, non l’ho mai voluto, e per questo lo rinnego.

Solo in realtà sto bene. Quando mi citofonano scendo, quando mi chiamano per strada e mi salutano sorrido. Si va a bere, si mangia qualcosa assieme , si passa una serata ridendo e scherzando anche con persone appena conosciute, in fin dei conti non ho mai avuto problemi a risultare simpatico e carismatico.

Passo della serate piacevoli, si.

Poi rientro, finalmente. Mi sdraio sul letto ancora vestito, le scarpe lasciate in salone, la luce spenta.

Guardo quel soffitto

“Si Amore…ora vado”

Non so neanche perché lo abbia detto, come non so perché, ogni tanto mentre guido, mi volto verso destra guardando quello spazio tra porta del conducente e porta di ingresso e sorrido.

Non so perché la sento, come non so perché i miei occhi si velino anche solo a scriver certe cose, ricostruendo nella scrittura quello che vivo e provo, prendendone consapevolezza.

So solo che è una mia illusione. Che nessuno leggerà mai tutto questo e che solo io ne sento la mancanza.

Passerà forse, come tutto nella vita, ma quella targhetta sta ancora la e tintinna ogni volta che do gas in moto. “With me ❤ “

…sono davvero uno stupido romantico.

Pausa

Il tempo passa, inesorabile, mentre le giornate di lavoro si fanno sempre più opprimenti.

Impegni ed ancora impegni. Vado avanti, continuo la mia vita, sorrido, parlo con persone..cerco di non pensarci.

Non è un compito facile, conoscendo la mia mente. Sapendo come tale cosa, nonostante i mesi, continui a affollare i miei pensieri.

Da una settimana non riesco a scrivere come prima, non riesco a far uscire quello che ho dentro, a dargli un senso compiuto e formato.

Si, probabilmente sono perso. Mi manca e non posso mentire qua su tale cosa, mi manca ma al tempo stesso non capirò mai come, una persona che dice dì amarti, ti blocchi ed eviti ogni contatto, eviti anche solo di rispondere al telefono.

Non vorrei considerarla come eventualità, ma probabilmente o mi avrà rimpiazzato o forse quello che diceva non era poi così tanto vero.

Peccato che non riesca a credere che mi abbia mentito.

“From the Edge”

La libertà di poter cantare, esprimere con la propria voce quel qualcosa che dentro viene celato, segregato in quel modo tanto violento.
Stavo guidando e come oramai è consuetudine o ascolto audiolibri o, se la folla non permette una certa concertazione, ascolto musica.
Tutto questo ovviamente impostando spotify in modo casuale, lasciando che sia una sorta di “destino” a far scegliere che canzoni farmi ascoltare.
Parte questa canzone, in lingua giapponese perché non dimentichiamoci di quanto io sia weeb e, senza neanche rendermene conto, mi ritrovo con gli occhi lucidi, senza neanche conoscerne minimamente il testo e/o il significato anche solo generale.
Non capisco cosa sia, perché mi provochi questo e decido di fare uno screenshot per salvare il titolo della canzone, cercarla con calma a casa e cercare di capire cosa sia.

Ora ho cercato il testo.

Non so se sia una semplice empatia con la voce della cantante o se oramai conosca senza saperlo il giapponese, ma dannazione i casi della vita.